Videogiochi e romanzi vanno a braccetto. Non è una novità, visto che i giochi tratti dai libri ci sono sempre stati. Ma ormai sempre più spesso avviene anche il contrario, con romanzi che attingono a piene mani dai videogiochi. Se ne è parlato alla Fiera “Più libri più liberi”, a Roma. Nel videogioco del futuro, di “gioco” c'e' ben poco. «C'è disinformazione -dice Luca De Dominicis dell'Accademia Italiana Videogiochi- vogliamo far capire che dietro ci sono artisti, scrittori, sceneggiatori. Che è un prodotto culturale. E che ora ispira anche romanzi». Proprio per questo, a disposizione dei giovani ci sono i primi capitoli di volumi ispirati alle storie complesse e psicologiche che si muovono in tre dimensioni sullo schermo.
«Abbiamo distribuito oltre tremila primi capitoli solo il primo giorno di Fiera», dice De Dominicis. E poi, ci si può cimentare con le novità: «Stiamo lavorando con l'ideatore delle Winx per mettere a punto un gioco unico a livello tecnologico - spiega De Dominicis - si chiama Cross Comix ed è un modo per dare profondità al fumetto: è in due dimensioni, ma si muove inclinando l'iPad. Ed è, ovviamente, touch».
Pieno lo Spazio Ragazzi della Fiera, per capire meglio i legami tra gioco e letteratura: «C’erano ragazzini seduti per terra ovunque, non c’era più un angolo libero», sorride De Dominicis. «Questo non è solo uno spazio di gioco – precisano i membri dell’Accademia – ma un luogo dove mostrare la complessità che ci sta dietro: l’Italia deve riappropriarsi della tecnologia, dei software. È questo il futuro. Il mercato dei videogiochi vale un miliardo e 200 mila euro all’anno, il doppio di quello del cinema. E ormai, si è chiuso un ciclo: non sono più i videogiochi che si ispirano a libri e film. Ma il contrario”.
Roberto Arduini
Più Libri Più Liberi, Roma, 2011