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Martedì 06 Dicembre 2011
Libri che emozionano. Imparare da twitter   versione testuale

Partito come un gioco in rete per affiancare un collegamento televisivo il sondaggio sui libri che danno emozione fornisce, a bocce ferme, un quadro molto interessante degli amanti della letteratura che animano twitter. Un totale di quasi 200 risposte al momento in cui scriviamo è già abbastanza significativo, soprattutto alla luce dell’entusiasmo, dell’acribia e, non da ultimo, della ricchezza e originalità delle risposte.
 
Prima cosa: il fatto che nessun libro abbia superato le 5 preferenze significa che la bibliodiversità è la grande ricchezza di questo social network. Constatarla è un piacere che rincuora; darle in ogni nostra successiva attività di comunicazione voce e megafono un dovere deontologico, direi.
Su twitter c’è veramente spazio per tutti i gusti, le inclinazioni, le passioni erudite o semplicemente di cuore. C’è chi come Greta Scaglioni cita ‘Galateo in bosco’ del compianto Zanzotto, oppure Federico Novaro che riscopre ‘Gli occhi di mr. Fury’ di Philip Ridley e ancora Danilo Migliore che rilancia la Finlandia di Mikael Niemi con ‘Musica rock da Vittula’ o Ilaria Urbinati che cita ’L’approdo’ libro per immagini del regista australiano di origine malese Shaun Tan (p.s. grazie perché non lo avrei mai e poi mai incrociato) . Poi c’è chi ha un ‘anima comparatista come Arturo Robertazzi che confronta trovandole analoghe le emozioni fornitegli da Grazia Deledda e Haruki Murakami. E colpisce infine che tra i più citati ci siano testi di narratori assolutamente disomogenei come il mainstream ‘Seta’ di Baricco e il ricercato ‘Trilogia della città di K. di Agota Krystof.
Lezione numero due per chi si occupa di comunicazione: per il vero lettore tutta la letteratura è contemporanea. Anche se ha chiarissime in testa le cronologie per lui la voce che interessa è quella che parla ora alla sua sensibilità: e questo è evidentissimo dai molti che hanno, un po’ come Robertazzi, associato testi e autori distanti nel tempo o per cultura di provenienza. E’ il caso ancora di Danilo Migliore che cita assieme Verga e Raymond Carver o di Silvia Triverio che associa Shulim Vogelmann - giovane narratore, direttore di collana e organizzatore del festival della letteratura ebraica - addirittura allo scalatore Reinhold Messner. E ancora Massimo Capone che, forse sentendosi in colpa per aver citato Harry Potter ripiega in un successivo post su un più culturalmente nobile Fratelli Karamazov. Da un continente all’altro si spinge Valentina Forni che passa nell’ordine da Jane Austen (Emma) a Kazuo ishiguro (Non lasciarmi) passando per Marquez (Cent’anni di solitudine)
E infine, ma l’abbiamo già accennato: la passione che non smette mai di commuovere: c’è chi ama addirittura gli “spazi bianchi” (ancora Danilo Migliore) tra una parola e l’altra della Divina Commedia, chi attribuisce l’emozione (Jacopo Cirillo) alla magica alchimia per cui“quando leggi un paragrafo non capisci bene, poi lo rileggi e dici wow”, e chi anche (Silvia Berny) sente il “bisogno fisico di rileggerli ogni tanto, i libri, come per sentirseli addosso”). Molti altri esempi ci sarebbero, ma li rimandiamo magari a un intervento e a un’altra hashtag, che pare (Arturo Robertazzi docet) sia femminile…
 
Saverio Simonelli
 
dicembre 2011
 





Parole chiave: TECNOLOGIA
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