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Venerdì 18 Novembre 2011
Cuneo3/In rete senza rete   versione testuale

 

In rete senza rete “ è il titolo dell’incontro che si è tenuto a Scrittori in Città 2011 con il colonnello Umberto Rapetto. Perché il Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza interviene nella manifestazione letteraria di Cuneo? Per due ragioni: la prima è che il tema quest’anno è l’orizzonte, on tutte le sue accezioni – e internet non è forse l’orizzonte più ampio sul quale possiamo spingere lo sguardo, il punto di fuga dell’oggi?

La seconda ragione è che la rete è il luogo in cui le generazioni più giovani riversano la maggior parte dei loro contenuti, scritti e non, il luogo in cui si esprimono, e questo non può non sollecitare Scrittori in Città, che nel nome stesso racchiude l’interesse verso la scrittura ma anche verso le espressioni della società moderna, urbana.

Ecco, allora, che gli organizzatori hanno invitato il colonnello Rapetto, che nel 2001 ha dato il via al GAT (Gruppo Anticrimine Tecnologico) composto solamente da 35 persone e che è all’avanguardia nel mondo – basti dire che il personale della celebre NCIS della Marina americana frequenta corsi di addestramento presso la squadra della Finanza italiana. Pochi anni fa, il GAT ha catturato la squadra di hacker che erano entrati nel sistema del Pentagono.

Le frodi telematiche, nel racconto del colonnello Rapetto, sono di una tale sofisticatezza, varietà e frequenza che solo poche volte giungono alle orecchie degli utenti attraverso la cronaca e i mezzi di informazione. Quando ciò avviene, questi casi non fanno che intimidire l’utente medio italiano, gineralmente già diffidente verso un sistema – internet – che offre d’altro canto anche possibilità straordinarie. Ma l’utente italiano è diffidente, usa la rete poco e male, e non ha avuto una educazione informatica.

Non ce l’hannpo avuta neanche i “nativi digitali”, ovvero i ragazzi che sono nati nell’era di internet, che l’hanno trovata a loro disposizione quando hanno imparato a leggere e scrivere. Le grandi iniziative pubbliche rivolte ai giovani in favore dell’uso del computer sono state un fallimento, secondo l’esperienza del colonnello Rapetto, perché sono state di fatto promozioni commerciali (agevolazioni per l’acquisto nelle famiglie con adolescenti, la patente europea, ecc). Agli annunci propagandistici non sono seguiti i fatti. Mancano ancora i servizi (molte aree del paese non sono raggiunte dalla wifi e tantomeno da una qualunque possibilità di collegamento), e soprattutto manca l’educazione civica informatica nella scuola. E’ stato insegnato l’uso del computer, nella migliore delle ipotesi, ma non l’uso corretto della rete: come usarla, quali le conseguenze della nostra presenza (tutto rimane, nulla si perde); insomma i ragazzi sono molto aggiornati e capaci nell’uso degli aspetti tecnologici ma poco sanno dell’etica del web. Infatti, spiega il colonnello della Finanza, nella maggior parte dei casi, in internet sono proprio le vittime a lanciare inconsapevolmente l’amo ai maleintenzionati.

 

Cecilia Barella

Cuneo, Scrittorincittà 2011






Parole chiave: SCUOLA,TECNOLOGIA
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