Che cos’è la persuasione debole? Può aiutare a influenzare in maniera positiva il mondo contemporaneo o è l’ultima arma nelle mani di pubblicitari accaniti alla Vance Packard! I nuovi tutor digitali, i videogame ultra avanzati a 3 dimensioni o i software che corredano telefonini e computer capaci di influenzare le nostre scelte sono positivi o negativi? Portatili, telefonini, social network, videogiochi si stanno trasformando in persuasori più o meno occulti. Sono l’ultima evoluzione dell’arte di far cambiare idea alle persone senza mezzi coercitivi, studiata fin dall’antichità dai filosofi sofisti dell’antica grecia. Infatti la nostra quotidianità si è riempita di devices digitali che possono essere programmati per agire da persuasori. E in questo modo da strumenti, da gadget hi tech di ultima generazione, diventano media. E incidono in silenzio nella nostra vita. Ne parliamo con il professore Pier Cesare Rivoltella, docente di Tecnologie dell’Istruzione e dell’Apprendimento e presidente del Cremit (Centro di Ricerca per l'Educazione ai Media, all'Informazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica di Milano, il più importante d’Italia e tra i più importanti d’Europa nel settore.
Luigi Ferraiuolo