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Venerdì 14 Ottobre 2011
Viaggiare a piedi e con l'immaginazione   versione testuale

Nel mondo interconnesso di oggi, raccontato, ripreso, fotografato e aggiornato in tempo reale, cambiano anche la prospettiva e le attese di un viaggiatore. Ma invece di arrendersi alla constatazione del “non c’è più nulla da scoprire” il viaggio può diventare un momento di confronto e comprensione più accurata del mondo e del nostro rapporto con ciò che ci circonda. Se ne è parlato nei giorni scorsi a Roma durante la quarta edizione del festival della letteratura di viaggio. Vi proponiamo due approcci “letterari” al tema profondamente diversi. Francesco Piccolo che con l’Italia Spensierata ha percorso lo stivale in cerca di una ridefinizione dell’italiano medio, quello che frequenta gli outlet, fa spesa all’autogrill e il giorno di santo Stefano va a vedere il cinepanettone. Un’analisi sul campo condotta senza alcuna forma di snobismo, anzi con una punta di serena e solidale condivisione. E poi Chiara Valerio, che non viaggia mai se non ha almeno due libri talismano sotto il braccio e che, essendo nata a Scauri, dice di aver sperimentato attraverso la costante presenza di sfondo del mare tutte le possibilità che altri luoghi offrono al viaggiatore. Per lei, dice, la letteratura è già viaggio che arricchisce la destinazione. Sia pure semplicemente mentale o fittizia. Le nostre interviste
 





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