Hemingway è sempre stato più di uno scrittore: un personaggio carismatico, giornalista, avventuriero, soldato in guerra. E il romanzo Addio alle armi pesca dalla sua vita. In parte autobiografico, in parte costruito sulle testimonianze dei feriti e di chi la battaglia di Caporetto l’ha avuta davvero sulla pelle. Frederic Henry, giovane ufficiale americano, arriva in Italia per combattere una battaglia che forse nemmeno conosce davvero, spinto dallo spirito romantico che si cela dietro i racconti di guerra e che paiono regalare gloria senza che si debba sacrificare nulla. In verità, si accorgerà molto presto, prestando servizio come conducente di ambulanze, che la guerra non ha alcun elemento di poesia e che tutto è combattimento e morte. Sempre.
Pare quasi scontato che in tempo di assedio, soldati e crocerossine stipulino un contratto di sodalizio eterno per non soccombere alla crudeltà efferata che li circonda, e l’amore tra Henry e Catherine sembra seguire l’andamento del conflitto, sacrificandosi ai suoi tempi - perché i momenti felici sono quelli di una tregua illusoria - mentre il resto è un inseguirsi faticoso in un mondo inevitabilmente disperato e cruento.
A cura di Angela Bacciaglia