Una storia di seicento pagine, ma se il lettore trova il coraggio di aprire e leggere la prima non potrà fare a meno di rimanere coinvolto fino alla fine. Protagonista del romanzo più popolare di Dickens è l’orfano Pip, che forse oggi ci scapperebbe di liquidare come uno dalla vita troppo smaccatamente jellata. Del resto, in questo racconto Pip si trova di fronte davvero dei personaggi eccentrici, odiosi, sfuggenti e benevoli che paiono cadere dal cielo, altri, come la sorella manesca e il più bonario cognato Joe invece, li subisce per legami di sangue e affini. Poi abbiamo un criminale evaso, una vecchia nobildonna dal passato straziante e ovviamente una donna bellissima, Estella, di cui il protagonista s’innamora, e sullo sfondo Londra.Elementi e vicissitudini che potrebbero sfociare in una specie di soap senza consistenza, invece Dickens mette su pagina l’umanità di questo ragazzino che crescendo in un ambiente non certo comprensivo e favorevole, cerca con coraggio di non rimanere strozzato dalle sofferenze e dalle disillusioni, decretando i suoi sogni inadatti e troppo alti per quella casa e quel mondo che gli è toccato fino a quel momento. L’incontro con Miss Havisham, che lo prende sotto la sua protezione, fa scattare in lui quel senso di possibilità che prima era sommerso alimentando la speranza. Sperare. Nell’amicizia e nell’amore, prima di tutto.
A cura di Angela Bacciaglia