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Venerdì 03 Febbraio 2012
Recensione: Rigo Star "Ringo 2012"   versione testuale

A Cinquant’anni esatti dal suo debutto alla batteria con i Beatles, Ringo Starr, in arte Richard Parkey Starkey, torna sugli scaffali con un nuovo album, il 17esimo della sua carriera da solista.
 
Il titolo: Semplicemente “Ringo 2012”.
L’album contiene nove canzoni tra cui la cover di “Think it over” brano di Buddy Holly, una nuova versione arrangiata del tradizionale “Rock island line”, già cantata da Lennon e McCartney e i due brani “Wings” e “Step lightly” usciti con l’album “Ringo the 4th” nel 1977 e oggi proposti in una nuova e inedita veste.
Poi sei inediti infarciti di personali ricordi sulla sua Liverpool tutti da scoprire: dal blues, al soul fino al country e al rock and roll senza mai attingere dal pesante e poderoso bagaglio beatlesiano che volente oppure no, Ringo Starr, dovrà portarsi dietro per sempre.
Un’eredità che forse ha influito negativamente sulla sua carriera da solista: se si escludono i suoi primi quattro dischi che hanno registrato buone vendite, Ringo, poi, non è mai riuscito a riscuotere grandi successi e forse non lo farà nemmeno questo suo Ringo 2012.
Tra i musicisti che hanno collaborato alla realizzazione del disco ci sono nomi celebri come Joe Walsh chitarrista degli Eagles, Don Was e Dave Stewart ex Eurythmics con il quale pare che stia scrivendo anche un musical.
Per tanti Ringo Starr è stato il Beatles meno buono almeno dal punto di vista tecnico. Addirittura per qualcuno è stato l’uomo più fortunato degli anni sessanta solo per aver conosciuto e suonato con Paul McCartney, John Lennon e George Harrison.
Ringo Starr forse fortunato un po’ lo è stato ma è sicuramente troppo irrispettoso e riduttivo etichettarlo come uno che ha brillato solo di luce riflessa perché, in qualche modo, il suo nome nella storia della musica lo ha impresso eccome.
Non aveva certo la splendente personalità dei suoi compagni e nemmeno il loro “fisic du role” ma dietro piatti, timpano, rullante e gran cassa tutto sommato ci sapeva stare anche senza esagerare in complicati virtuosismi.
Da solista, questo è vero, non ha mai brillato: cantante modesto con una limitata estensione vocale è stato spinto, in questo suo secondo percorso, sicuramente più dalla voglia e dal piacere di fare musica, e questo non è poi così poco, che dalla ricerca della fama e del denaro che non davvero non gli sono mai mancati.
 
Federico Plotti
 
 





Parole chiave: MUSICA LEGGERA
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