Il ritorno di Dente e l'ascesa della musica indipendente
C’era una volta la musica indipendente, la fucina più creativa della musica leggera italiana. Negli anni ’90 iniziarono gli Afterhours, i Subsonica e i Tiromancino e non fu subito successo (arrivò con i primi dischi pubblicati con le major). A distanza di oltre dieci anni le cose sono radicalmente cambiate nel mercato discografico italiano. Se prima per vendere dischi c’era bisogno di avere alle spalle una multinazionale che ti finanziasse il progetto dalla A alla Z ovvero per costi di produzione e per quelli di marketing (che significava essenzialmente una maggiore visibilità del prodotto attraverso i media). Oggi con la crisi economica dirompente e con il brusco calo di vendite dei dischi su scala internazionale non basta il marketing ma servono le idee, il cuore e l’originalità. Grazie a questo ma soprattutto all’utilizzo sempre più consapevole dei social network come veicolo di promozione che la scena italiana indipendete oggi è molto di più di una semplice fucina di talenti. E’ una realtà consolidata che vede musicisti come Le luci della centrale elettrica e Dente suonare nei locali dei “Big” e vendere un numero di dischi davvero consistente. E’ il caso proprio di Dente che con il suo terzo disco “Io tra di noi” uscito lo scorso 11 ottobre è entrato tra le prime posizioni della classifica dei dischi più venduti in italia accanto a nomi del calibro di Vasco Rossi, coldplay e Adele. Un risultato significativo che testimonia un deciso cambiamento di gusto da parte del pubblico a favore di una musica più sincera e meno costruita a tavolino.