 | Letteratura per ragazzi. Le soluzioni ci sono
Di letteratura per l’infanzia in Italia si parla solo tre volte l’anno. «A Natale, alle cresime e quando c’è la Fiera internazionale del libro per ragazzi», dice sconsolato Antonio Faeti, docente e critico che i libri per i più piccoli li studia e li divulga da una vita. Quest'anno è andata anche peggio: i giornali che di solito seguono la Fiera ne hanno parlato meno perché distratti da “Libri Come” a Roma. Proprio di libri per ragazzi e informazione si è però parlato a Bologna all'incontro “Crescere i lettori in una società di diritto: editoria per ragazzi e informazione”. La cornice era “Bolibrì”, il Festival internazionale dedicato ai libri per ragazzi, con 200 eventi in oltre 40 location tra palazzi storici, musei civici e librerie nel cuore della città emiliana.
Possibile che sia ancora considerata una cenerentola l’editoria che stimola, educa e forma gran parte del nostro futuro? Sembra così a sentire il “grido di dolore” lanciato dai convenuti all'incontro.
Sotto il coordinamento di Silvana Sola, membro dell’Associazione Forum del Libro, ne hanno dibattuto a lungo ospiti rappresentanti mondi diversi: le testate italiane (da Manuela Trinci de l’Unità a Daniela Trotta de Il Mattino), la televisione (Luisa Mattia de La Melevisione) e le nuove tecnologie (Grazia Gotti di Zazie news/Giannino Stoppani/Accademia Drosselmeier). Faeti ha anche presentato una relazione dal titolo: “Dalla Grande Esclusa all'assolutamente Inesistente: lettura per l'Infanzia e informazione”.
Insomma, una situazione tragica a sentire i relatori. «I media italiani non si accorgono dei grandi eventi della letteratura per ragazzi, come il Premio letterario Astrid Lindgren - quello che viene definito il Premio Nobel della letteratura per l’infanzia – alla scrittrice e illustratrice Kitty Crowther», ha detto Silvana Sola. Se la letteratura per ragazzi è considerata una cenerentola, «come mai - si chiede Luisa Motta - da qualche anno i libri di successo hanno per protagonisti i bambini?». Antonella Agnoli, coordinatrice dell'Associazione Forum del Libro, ha riportato tutti a una prospettiva più corretta: «Non tutti i giornalisti sono così superficiali, anche se bisogna ammettere che la specializzazione è assente perfino nelle librerie, dove gli scaffali per ragazzi fanno pena e i librai sono sempre meno competenti. È però un fenomeno che riguarda anche il resto delle letteratura». Bisogna infatti ammettere che qualche eccezione c'è nel panorama dell'informazione sulla letteratura per ragazzi: in Italia ci sono ben quattro riviste specializzate, due delle quali hanno rapporti internazionali, e ci sono alcuni quotidiani che hanno uno sguardo attento al genere. Inoltre, tra le trasmissioni e siti web anche “La Compagnia del Libro” fa la sua parte.
Le considerazioni di Agnoli sono andate in questa direzione: «Ci sono molte biblioteche che svolgono un lavoro egregio, anche se alcune sono poco frequentate e soprattutto sono distribuite in maniera disomogenea in Italia: al sud, per esempio, ce ne sono troppo poche». Ma gli strumenti ci sono e Agnoli ne ha elencati alcuni: «Le riviste specializzate sono un buono strumento per assumere una visione giusta, anche per chi non ha una formazione specialistica. Inoltre, i siti web di molte biblioteche forniscono ottimi strumenti».
Faeti ha ammesso che le lamentele sulla letteratura per ragazzi li sentiva già nel lontano 1973, e la sindrome di un genere “negletto” è una tematica presente negli stessi ambienti che dovrebbero promuovere la letteratura per ragazzi. Impegno e apertura servono e bisogna superare anche gli steccati, il «ghetto in cui la stessa letteratura per ragazzi tende spesso a rinchiudersi».
Ecco allora che trovato il sintomo, si cerca l'antidoto. “Sintomi, segni, segnali”, diceva Ginzburg, prendendo in prestito una citazione da Sherlock Holmes. «Bisogna ripartire dal Dopoguerra», ha proposto Melina Decaro, presidente dell'associazione, «Come allora bisogna investire sui ragazzi per costituire la società di domani». E se la tv dei tronisti taglia la Melevisione e fa orecchie da mercante, c’è sempre il web. Ci vanno i giornalisti, ma anche i librai. Grazia Gotti ha aperto il blog Zazie News, dove pubblica recensioni e consigli di lettura: «Scrivo un post tutte le mattine, prima di andare al lavoro. Un po’ come la preghiera quotidiana del contadino che poi va ad arare il campo. Sono contenta, ricevo risposte e ringraziamenti». Sul web come in tv, “La Compagnia del Libro” fa la sua parte.
Roberto Arduini
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