 | Jean Sibelius e il Kalevala
La Sinfonia di Kullervo, del 1892, rese improvvisamente celebre il compositore Jean Sibelius (1865-1957), e fu soprattutto la sua musica che contribuì alla diffusione del Kalevala, poema epico nazionale, oltre la cerchia degli specialisti.
A cavallo tra Ottocento e Novecento, Sibelius era certamente il finlandese più famoso in patria e all’estero. Grazie a lui, gran parte del pubblico conobbe la Finlandia, un paese che i più non avrebbero saputo individuare su una mappa. Negli anni, Sibelius divenne una figura di culto nel mondo anglosassone, in Europa e oltre oceano. Sebbene vivesse piuttosto appartato, soprattutto negli ultimi trent’anni della sua vita, il giorno del suo compleanno era celebrato in Finlandia come una festa nazionale. Sibelius era nato nella Finlandia meridionale, parlava svedese, come la maggior parte della popolazione di quella zona. Fu sua madre a iscriverlo in una scuola in cui si insegnava il finlandese; questo elemento, oltre ai viaggi che compì in Carelia, gli permise la comprensione del Kalevala e del patrimonio culturale nazionale, che divenne fonte di ispirazione per i soggetti di molte sue opere: Tapiola, il Cigno di Tuonela, etc. Tuttavia sarebbe riduttivo ricordare questo originale artista meramente come un traduttore del folklore e del paesaggio locale. Il contributo culturale che diede alla Finlandia è tanto più prodigioso se si considera che, sul lato musicale, il paese mancava totalmente di un repertorio di musica classica; persino la capitale Helsinki non ebbe un’orchestra sinfonica fino al 1880 circa. Forse anche per questo Sibelius rimase una voce così distinta dai suoi contemporanei, e continuò ad evolvere per tutta la vita – le sue sinfonie sono molto diverse l’una dall’altra. È stato detto che dopo la morte di Debussy (nel 1918), Sibelius rimase la figura più eminente della musica europea e soprattutto l’ultimo rappresentante di quella generazione di compositori (quali Delius e Debussy) che aveva trovato nella natura la sua sensibilità, prima che la musica divenisse “urbana”.
Cecilia Barella
brano (Appendice 1, p. 312) tratto da "Kalevala. Poema nazionale finnico", traduzione in versi di Paolo E. Pavolini, ed. Il Cerchio, 2007
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